" In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa... "

Dunlop Max 200G

"Le sue quattro racchette buone della Dunlop erano ammucchiate sulla panchina alla sinistra di Possalthwaite. Ne scelse due e controllò la tensione dell'incordatura colpendo le corde una con la testa dell'altra e ascoltando le corde, poi si cambiò di mano le racchette e ripetè la stessa procedura. La tensione esatta ha un suo suono ben preciso. Le midsize Dunlop Enqvist Tl Composites. Prezzo al pubblico Us $ 304,95. Le corde di budello vero hanno un puzzo dolciastro quasi di dentista. Il logo con il punto circonflesso..." (pag.1270) 


Inizialmente prodotta negli stabilimenti Dunlop tedeschi, la “Max 200g” segnò il passaggio dall'utilizzo dell'alluminio per il telaio, troppo flessibile per essere controllato in modo ottimale, alla grafite.  

Il processo, allora rivoluzionario, dello stampaggio a iniezione di fibra di carbonio e nylon in telai molto più leggeri fu l’unica eredità della versione antecedente, la poco conosciuta “Max 150g” che a causa delle ridotte dimensioni del piatto corde (poco più grandi di quelle di una standard size) non ebbe nessuna fortuna commerciale.





La  Dunlop Max 200g venne presentata nell’estate del 1982 con uno slogan pubblicitario che la definiva “la racchetta da tennis più potente del mondo”. Disponibile in tre tipologie di peso (345g(L) / 355g(LM) / 365g(M)), ufficialmente sul mercato dal 1893, divenne la racchetta da tennis più in voga negli anni ’80 superando nel 1987 il milione di pezzi venduti in tutto il mondo.

Oltre al rigido telaio in grafite, le corde in budello naturale, grazie all'elasticità data dal collagene contenuto nella sierosa (ha una composizione molecolare in grado di resistere a stiramento e contrazioni), garantiscono una migliore tenuta della tensione e una durata maggiore delle prestazioni rispetto alle corde sintetiche.

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