" In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa... "

Siemens S62 in plastica trasparente

"Telefono e segreteria telefonica sono lasciti di Orin, dal tempo della sua permanenza all'Eta, vecchi modelli di plastica trasparente che lasciano a vista gli spaghetti di cavi a quattro colori e i chip e i dischi di metallo." (pag. 1204)
Siemens Delft S62 -1972

Il telefono Siemens Delft S62 in plastica trasparente è una versione rarissima del Bigrigio, il telefono fisso d'uso comune in Italia tra il 1962 e il 1985. Progettato dal designer Lino Saltini per la Siemens ed in seguito noleggiato dalla Sip (Società italiana per l’esercizio telefonico) come modello unificato per tutto il Paese, prese il soprannome dalle due tonalità di grigio che lo caratterizzavano. 

Barbie

"...la madre, della quale Barbie può essere considerata la più ovvia riduzione [...] a un archetipo di funzione sessuale e di disponibilità, la Barbie come immagine della madre edipica come immagine. (pag.659)


Nel 1945 Elliot Handler e sua moglie Ruth fondarono la Mattel Creations, azienda statunitense che inizialmente produceva artefatti in legno e, solo marginalmente, accessori per casette giocattolo.
14 anni dopo, alla fiera del giocattolo di New York del 1959, Barbie debuttò ufficialmente: progettata da Ruth Handler su modello della bambola tedesca Bild Lilli, dal look sofisticato e maturo, Barbie prese il nome dalla figlia della coppia, Barbara.

Barbie Millicent Roberts di Willows, Wisconsin, fornita di una ricca biografia (vedi versione ironica) per accattivarsi gli acquirenti,  costava solo $3 ed era dotata di un ampio guardaroba e svariati accessori tra cui automobili e animali domestici, venduti a parte.

Come asserisce Massimiliano Capella, docente di Storia del Costume e della Moda a Bergamo, “Barbie è lo specchio dei tempi, li incarna in modo perfetto. Attraverso lei è possibile ripercorre costume e società degli ultimi sessant’anni”.
Con il trascorrere degli anni il viso si assottiglia, le acconciature cambiano e il sorriso si allarga: compaiono le ciglia in fibra sintetica applicate sugli occhi, più grandi, e un nuovo brevetto permette l'articolazione in senso rotatorio del busto (twist 'n turn).

Criticata per l'immagine stereotipata della donna che promuove, con forme e proporzioni eccessivamente filiformi, è ormai un'icona mondiale.

G.I. Joe

"GI Joe viene proiettato come un'immagine della figura del padre potente ma antagonista, il "militare", e GI rappresenta l"'arma" che il bambino edipico brama e teme al tempo stesso...(pag.659)

G.I. Joe - Hasbro - 1964

Durante la prima guerra mondiale il corpo di spedizione dell'esercito americano (AEF) in Europa venne dotato di buffetterie (giberne, cinturoni) le cui parti metalliche erano marchiate con le lettere "G.I.", acronimo di galvanized iron (ferro zincato). Da quel momento in poi, soprattutto nel periodo tra le due guerre ed in special modo durante la seconda, le reclute e i soldati dell'Esercito americano venivano chiamati "G.I.": soprannome che essi stessi si davano sarcasticamente equiparandosi alle attrezzature comunemente disponibili nel servizio militare.

Nel 1945 William A. Wellman diresse il film I forzati della gloria (Story of G.I. Joe), la storia di un gruppo di soldati statunitensi chiamati appunto G.I. Joes (da G.I. e Joe, uno dei nomi americani più comuni) durante l'ultimo conflitto mondiale.

Dunlop Max 200G

"Le sue quattro racchette buone della Dunlop erano ammucchiate sulla panchina alla sinistra di Possalthwaite. Ne scelse due e controllò la tensione dell'incordatura colpendo le corde una con la testa dell'altra e ascoltando le corde, poi si cambiò di mano le racchette e ripetè la stessa procedura. La tensione esatta ha un suo suono ben preciso. Le midsize Dunlop Enqvist Tl Composites. Prezzo al pubblico Us $ 304,95. Le corde di budello vero hanno un puzzo dolciastro quasi di dentista. Il logo con il punto circonflesso..." (pag.1270) 


Inizialmente prodotta negli stabilimenti Dunlop tedeschi, la “Max 200g” segnò il passaggio dall'utilizzo dell'alluminio per il telaio, troppo flessibile per essere controllato in modo ottimale, alla grafite.  

Il processo, allora rivoluzionario, dello stampaggio a iniezione di fibra di carbonio e nylon in telai molto più leggeri fu l’unica eredità della versione antecedente, la poco conosciuta “Max 150g” che a causa delle ridotte dimensioni del piatto corde (poco più grandi di quelle di una standard size) non ebbe nessuna fortuna commerciale.




Wilson di legno

"La mia Wilson di legno che avevo scelto dal trapezio in mezzo alle mie altre Wilson di legno era un'espressione senziente del braccio e della mano, li sentivo cantare, vivi, la mia mano capace era la scrupolosa segretaria della mente, agile, pronta e a prova d'errore..."
Wilson Jack Kramer Autograph

Fino agli anni '70, la maggior parte delle racchette da tennis veniva prodotta in legno lamellare: le dimensioni del piatto corde (l'ovale) erano minori e per questo la superficie d'impatto ottimale (sweetspot) era ridotta.

La caratteristica principale delle racchette Wilson in legno era la robustezza derivata dal maggior spessore degli strati di legno impiegati e dalla loro spigolosità.

Il problema del legno era infatti la scarsa robustezza del materiale: un piatto corde più grande sarebbe stato meno resistente e per questo motivo doveva essere irrobustito aumentandone la sezione, con un amento di peso elevato.

MR Tavolino Knoll - L.M. Van der Rohe

"Mario siede sul piccolo tavolino da caffè finto Van der Rohe con le gambe arcuate (il tavolo), la testa accucciata accanto alla cassa e gli artigli in grembo." (pag.228)

L.M. Van der Rohe - Tavolino MR

Il tavolino da caffé in vetro e acciaio di Ludwig Mies Van der Rohe è firmato dall'azienda statunitense di arredamento Knoll International ed è uno degli articoli della collezione MR che l'architetto tedesco disegnò per il Barcelona, il padiglione tedesco all'Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929.

Opera minimalista dalle linee pure e semplici, in perfetto stile moderno, il tavolino MR è realizzato con struttura in tubolare d'acciaio con finitura cromata lucida e piano in cristallo trasparente o acidato.